Gestione delle Fratture dello Splancnocranio
Il trattamento delle fratture dello splancnocranio richiede un approccio multidisciplinare con intervento chirurgico immediato per le fratture instabili e un'adeguata stabilizzazione per prevenire complicanze e garantire risultati ottimali.
Classificazione e Valutazione Iniziale
Le fratture dello splancnocranio comprendono:
- Fratture del massiccio facciale
- Fratture delle ossa nasali e paranasali
- Fratture mandibolari
- Fratture zigomatiche
- Fratture orbitarie
- Fratture panfacciali (coinvolgono due o più regioni)
La valutazione iniziale deve seguire il protocollo ATLS (Advanced Trauma Life Support) con particolare attenzione a:
- Pervietà delle vie aeree
- Controllo dell'emorragia
- Valutazione neurologica
- Esclusione di lesioni associate (trauma cranico, lesioni cervicali)
Trattamento delle Fratture Instabili
Fratture Panfacciali
Per le fratture panfacciali causate da traumi ad alta energia che coinvolgono due o più regioni dello scheletro craniofacciale (osso frontale, terzo medio del viso e unità occlusale):
- Stabilizzazione immediata con chiusura e stabilizzazione in caso di instabilità emodinamica 1
- Packing preperitoneale precoce in caso di instabilità emodinamica persistente 1
- Chirurgia di controllo del danno nei pazienti con shock emorragico profondo e segni di sanguinamento continuo 1
Fratture Mandibolari
- Fratture stabili non dislocate: fissazione percutanea cannulata
- Fratture dislocate: riduzione aperta e fissazione interna con placche in titanio 1
- Per le fratture del ramo mandibolare: osteosintesi con placche in titanio mini (5,8 e 3 fori) 2
Fratture del Terzo Medio
- Riposizionamento e osteosintesi dei frammenti ossei
- Drenaggio delle cavità postoperatorie
- Tamponamento nasale anteriore e posteriore (tipo Bellocq) quando necessario 2
Approccio Chirurgico e Timing
Fase acuta:
- Controllo delle vie aeree (possibile tracheotomia in casi severi) 2
- Controllo dell'emorragia
- Rimozione di corpi estranei
- Stabilizzazione temporanea
Fase definitiva:
- Riduzione anatomica e fissazione definitiva
- Ricostruzione dei tessuti molli
- Riposizionamento dei frammenti ossei
Il timing dell'intervento dipende dalle condizioni generali del paziente. In caso di instabilità emodinamica, si preferisce un approccio di controllo del danno con stabilizzazione temporanea, seguito da trattamento definitivo quando le condizioni del paziente sono stabilizzate 1, 3.
Gestione Post-operatoria
- Adeguata gestione del dolore
- Profilassi antibiotica
- Correzione dell'anemia post-operatoria
- Valutazione regolare della funzione cognitiva
- Valutazione delle lesioni da pressione
- Stato nutrizionale e funzione renale
- Valutazione e regolazione della funzione intestinale e vescicale
- Valutazione e cura delle ferite
- Mobilizzazione precoce 1
Dispositivi di Stabilizzazione
In casi di rimozione precoce dei dispositivi di fissazione o distrazione, è possibile utilizzare dispositivi orali come il Maxillary Advancement Contention (MAC) per mantenere l'avanzamento ottenuto e permettere la stabilizzazione dell'osso rigenerato 4.
Prevenzione delle Complicanze
- Valutazione del rischio di fratture successive
- Programma di riabilitazione appropriato con introduzione precoce di allenamento fisico e rafforzamento muscolare 1
- Continuazione a lungo termine dell'allenamento dell'equilibrio e prevenzione multidimensionale delle cadute 1
- Educazione del paziente sul carico della malattia, fattori di rischio per fratture, follow-up e durata della terapia 1
Considerazioni Speciali
- I pazienti con lesioni gravi dello splancnocranio e del collo, associate alla penetrazione di corpi estranei di grandi dimensioni, devono essere trattati in centri specializzati da un team multidisciplinare di chirurghi secondo standard terapeutici 2
- Per le fratture panfacciali, è spesso necessaria un'assistenza perioperatoria avanzata o terapia intensiva per ridurre i rischi sistemici, migliorare le condizioni del paziente e consentire un esito chirurgico positivo 5
La gestione delle fratture dello splancnocranio richiede un approccio personalizzato basato sulla localizzazione e gravità della frattura, sulle condizioni generali del paziente e sulla presenza di lesioni associate, con l'obiettivo di ripristinare la funzione e l'estetica del viso.