Quando utilizzare un respiratore (ventilatore) per un paziente
I ventilatori dovrebbero essere utilizzati in pazienti con insufficienza respiratoria acuta o cronica quando la ventilazione spontanea è inadeguata, con la scelta del tipo di ventilazione basata sulla gravità della condizione e sulle esigenze specifiche del paziente. 1
Indicazioni per la ventilazione meccanica
Insufficienza respiratoria acuta
- Ipossiemia refrattaria (PaO₂ <70 mmHg nonostante ossigenoterapia supplementare)
- Ipercapnia progressiva con acidosi respiratoria (pH <7.20)
- Aumento del lavoro respiratorio con segni di fatica muscolare respiratoria
- Arresto respiratorio o arresto cardiaco 2
Condizioni specifiche
ARDS (Sindrome da distress respiratorio acuto):
- Implementare ventilazione protettiva con volumi correnti di 6 mL/kg di peso corporeo predetto
- Pressioni di plateau ≤30 cmH₂O
- PEEP titolata in base alla gravità dell'ARDS 1
Malattie neuromuscolari (come la distrofia muscolare di Duchenne):
- Ventilazione notturna non invasiva quando si sviluppa ipoventilazione notturna
- Ventilazione 24 ore quando si sviluppa ipoventilazione diurna 2
Tipi di supporto ventilatorio
Ventilazione non invasiva (NIV)
Indicazioni primarie:
- Esacerbazioni di BPCO
- Edema polmonare cardiogeno
- Insufficienza respiratoria in pazienti immunocompromessi
- Malattie neuromuscolari con ipoventilazione 2
Vantaggi:
- Evita le complicazioni dell'intubazione
- Permette al paziente di parlare e mangiare
- Riduce il rischio di polmonite associata al ventilatore
- Può essere utilizzata in modo intermittente 2
Modalità principali:
- Bi-level Pressure Support: Utilizza due livelli di pressione (IPAP per assistere l'inspirazione ed EPAP per l'espirazione)
- CPAP: Fornisce una pressione positiva continua, utile principalmente per l'apnea ostruttiva del sonno 2
Ventilazione invasiva
Indicazioni:
- Insufficienza respiratoria grave non gestibile con NIV
- Protezione delle vie aeree compromessa
- Instabilità emodinamica
- Arresto cardiaco o respiratorio 1
Modalità principali:
- Ventilazione controllata a volume: Garantisce un volume corrente costante
- Ventilazione controllata a pressione: Fornisce una pressione inspiratoria costante
- Ventilazione assistita-controllata: Combina respiri controllati con la possibilità di respiri spontanei 2
Algoritmo decisionale per la scelta del supporto ventilatorio
Valutare la gravità dell'insufficienza respiratoria:
- Misurare PaO₂, PaCO₂, pH, frequenza respiratoria
- Valutare segni di fatica muscolare respiratoria
Se insufficienza respiratoria lieve-moderata:
- Iniziare con ossigenoterapia supplementare
- Se persiste ipossiemia o ipercapnia, considerare NIV
Se insufficienza respiratoria grave:
- Se vie aeree a rischio o instabilità emodinamica → ventilazione invasiva immediata
- Se vie aeree protette e stabilità emodinamica → tentare NIV con monitoraggio stretto
Per ARDS:
- ARDS lieve (PaO₂/FiO₂ 201-300 mmHg): Considerare NIV o ossigenoterapia ad alto flusso
- ARDS moderata-grave (PaO₂/FiO₂ ≤200 mmHg): Ventilazione invasiva con strategia protettiva polmonare 1
Impostazioni iniziali del ventilatore
Ventilazione non invasiva:
- IPAP iniziale: 8-12 cmH₂O (aumentare gradualmente)
- EPAP iniziale: 3-5 cmH₂O
- FiO₂: Titolare per SpO₂ 92-95% 2
Ventilazione invasiva:
- Volume corrente: 6 mL/kg di peso corporeo predetto
- PEEP iniziale: 5-8 cmH₂O
- FiO₂: Titolare per SpO₂ 92-95% (88-92% in pazienti con BPCO)
- Frequenza respiratoria: 12-20 atti/min 1
Considerazioni speciali
Arresto cardiaco: Durante la RCP, dopo il posizionamento di una via aerea avanzata, è ragionevole fornire 1 respiro ogni 6 secondi (10 respiri/min) mentre si eseguono compressioni toraciche continue 2
Malattie neuromuscolari: La ventilazione non invasiva notturna ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza, la qualità del sonno e lo scambio gassoso diurno 2
Prevenzione delle complicanze: Elevare la testa del letto tra 30-45 gradi per prevenire la polmonite associata al ventilatore 1
La decisione di iniziare la ventilazione meccanica dovrebbe essere basata su una valutazione completa delle condizioni cliniche del paziente, con l'obiettivo di migliorare l'ossigenazione, ridurre il lavoro respiratorio e prevenire il danno polmonare indotto dal ventilatore.