Valutazione e Trattamento per Alti Livelli di IgE Anti-Streptococco e Anticorpi Anti-Cervello
Gli alti livelli di IgE contro lo streptococco e la presenza di anticorpi IgG contro componenti cerebrali (anti-tubulina, anti-mielina, anti-recettori della dopamina) suggeriscono fortemente un'encefalite autoimmune post-infettiva che richiede una valutazione neurologica urgente e un trattamento immunosoppressivo. 1
Significato Clinico
- Gli anticorpi contro componenti cerebrali possono causare encefalite autoimmune, una condizione potenzialmente grave che può portare a disfunzioni neurologiche significative se non trattata tempestivamente 1
- L'elevata IgE contro lo streptococco suggerisce una precedente infezione streptococcica che potrebbe aver innescato una risposta autoimmune contro il sistema nervoso centrale 2, 3
- Gli anticorpi anti-tubulina, anti-mielina e anti-recettori della dopamina possono cross-reagire con i tessuti cerebrali causando infiammazione e disfunzione neurologica 2
Valutazione Diagnostica Raccomandata
Esami Immediati
- Risonanza magnetica cerebrale con contrasto per valutare possibili alterazioni a livello dell'ippocampo, striato o altre aree cerebrali 1
- Puntura lombare per analisi del liquido cerebrospinale (CSF) con:
Esami Ematici
- Panel completo di anticorpi neuronali nel siero (anti-NMDAR, anti-VGKC, anti-LGI1, anti-CASPR2) 1
- Monitoraggio del sodio sierico (l'iponatriemia è comune in alcune forme di encefalite autoimmune) 1
- Marcatori infiammatori, anticorpi antinucleari, anticorpi anti-ENA 1
Screening per Neoplasie Associate
- TC torace, addome e pelvi con contrasto 1
- Ecografia pelvica o testicolare (se appropriato) 1
- Mammografia/RMN mammaria nelle donne 1
- PET total-body se lo screening iniziale è negativo ma il sospetto clinico rimane alto 1
Piano di Trattamento
Terapia di Prima Linea
- Corticosteroidi ad alto dosaggio (0,5 mg/kg/giorno di prednisone orale o metilprednisolone endovenoso) 1
- Immunoglobuline endovenose (IVIg) (0,4 g/kg/giorno per 5 giorni) in caso di sintomi acuti o gravi 1
- Plasmaferesi come alternativa o in aggiunta alle IVIg nei casi che non rispondono rapidamente 1
Terapia di Seconda Linea
- Rituximab e/o ciclofosfamide per i pazienti che non rispondono alla terapia di prima linea 1
- La terapia immunosoppressiva dovrebbe essere continuata per 3-6 mesi con graduale riduzione nei successivi 12 mesi 1
Monitoraggio
- Monitoraggio regolare dei livelli di anticorpi nel siero per valutare l'efficacia del trattamento 1
- Valutazione neurologica periodica per monitorare il miglioramento dei sintomi 1
- Ripetere la risonanza magnetica cerebrale dopo 3-6 mesi di trattamento 1
Prognosi e Considerazioni Speciali
- Il trattamento immunosoppressivo precoce è associato a un miglioramento significativo degli esiti 1
- La confusione e le convulsioni spesso migliorano rapidamente con l'immunosoppressione, mentre il recupero della memoria può richiedere mesi o anni 1
- Nella maggior parte dei casi, questa è una malattia monofasica, ma possono verificarsi recidive 1
- È fondamentale escludere altre cause di encefalite, come infezioni virali o batteriche, prima di iniziare la terapia immunosoppressiva 1
Avvertenze Importanti
- Non ritardare il trattamento in attesa dei risultati completi degli anticorpi, poiché un intervento precoce è associato a esiti migliori 1
- Monitorare attentamente gli effetti collaterali della terapia immunosoppressiva, in particolare le infezioni opportunistiche 1
- I pazienti con encefalite autoimmune possono richiedere un ricovero in terapia intensiva per il controllo delle crisi epilettiche o per il supporto respiratorio 1
- La presenza di anticorpi anti-cervello e IgE elevate contro lo streptococco potrebbe indicare una sindrome post-streptococcica simile alla corea di Sydenham o PANDAS (disturbi neuropsichiatrici pediatrici autoimmuni associati a infezioni streptococciche) 2