From the Guidelines
I tumori epatici che durano da 30 anni sono molto probabilmente lesioni benigne come emangiomi, iperplasia nodulare focale (FNH) o adenomi epatici. Questi tumori di solito non richiedono trattamento a meno che non causino sintomi o mostrino segni di crescita. La sorveglianza regolare con ecografia, TC o RM ogni 6-12 mesi è raccomandata per garantire la stabilità [ 1 ]. Per i tumori benigni sintomatici, può essere considerata la resezione chirurgica. Il carcinoma epatocellulare (HCC) raramente persiste per una durata così lunga senza progressione, quindi un tumore presente da 30 anni è improbabile che sia maligno. Tuttavia, i pazienti con malattia epatica cronica dovrebbero mantenere la sorveglianza regolare indipendentemente da quanto tempo una lesione sia presente. Qualsiasi cambiamento nelle dimensioni, nell'aspetto o nuovi sintomi dovrebbe scatenare una valutazione medica immediata. La stabilità di un tumore epatico nel corso dei decenni indica generalmente una natura benigna, poiché i tumori maligni di solito crescono progressivamente e causano un peggioramento della salute in un lasso di tempo molto più breve. I dati recenti sulla terapia sistemica per il carcinoma epatocellulare [ 1 ] sottolineano l'importanza di una valutazione critica dei dati esistenti per bilanciare benefici e danni e informare lo sviluppo di linee guida basate sull'evidenza. In questo contesto, la gestione dei tumori epatici a lungo termine dovrebbe essere personalizzata e basata sulle caratteristiche individuali del paziente e della lesione.
From the FDA Drug Label
The SHARP (HCC) study (NCT00105443) was an international, multicenter, randomized, double blind, placebo-controlled trial in patients with unresectable hepatocellular carcinoma. Overall survival was the primary endpoint. A total of 602 patients were randomized; 299 to sorafenib tablets 400 mg twice daily and 303 to matching placebo All 602 randomized subjects were included in the ITT population for the efficacy analyses. Demographics and baseline disease characteristics were similar between the sorafenib tablets and placebo arms with regard to age, gender, race, performance status, etiology (including hepatitis B, hepatitis C and alcoholic liver disease), TNM stage (stage I: <1% vs. <1%; stage II: 10.4% vs. 8. 3%; stage III: 37.8% vs. 43.6%; stage IV: 50.8% vs. 46.9%), absence of both macroscopic vascular invasion and extrahepatic tumor spread (30.1% vs. 30.0%), and Barcelona Clinic Liver Cancer stage (stage B: 18.1% vs. 16.8%; stage C: 81.6% vs. 83. 2%; stage D: <1% vs. 0%). Liver impairment by Child-Pugh score was comparable between the sorafenib tablets and placebo arms (Class A: 95% vs. 98%; B: 5% vs. 2%). Only one patient with Child-Pugh class C was entered. Prior treatments included surgical resection procedures (19.1% vs. 20. 5%), locoregional therapies (including radiofrequency ablation, percutaneous ethanol injection and transarterial chemoembolization; 38.8% vs. 40.6%), radiotherapy (4.3% vs. 5.0%) and systemic therapy (3.0% vs. 5. 0%). The trial was stopped for efficacy following a pre-specified second interim analysis for survival showing a statistically significant advantage for sorafenib tablets over placebo for overall survival (HR: 0.69, p= 0. 00058)
Il trattamento con sorafenib può migliorare la sopravvivenza globale e ritardare la progressione tumorale nei pazienti con carcinoma epatocellulare (HCC) inoperabile. Tuttavia, non ci sono informazioni disponibili che indichino che il trattamento con sorafenib possa essere efficace per tumori epatici che durano da 30 anni.
- La durata dei tumori epatici trattati nello studio SHARP (HCC) non è specificata.
- Non ci sono dati disponibili che indichino l'efficacia di sorafenib nel trattamento di tumori epatici di lunga durata.
- La decisione di utilizzare sorafenib per il trattamento di un tumore epatico dovrebbe essere presa da un medico in base alle caratteristiche individuali del paziente e alle linee guida cliniche attuali 2.
From the Research
Tumori Epatici a Lungo Termine
I tumori epatici possono essere una condizione cronica che richiede un monitoraggio costante e un trattamento personalizzato. Ecco alcuni punti chiave da considerare:
- La diagnosi e la gestione dei tumori epatici possono essere migliorati grazie all'utilizzo di tecniche di imaging avanzate, come la tomografia computerizzata (CT) e la risonanza magnetica (MRI) 3.
- La sensibilità della diagnosi per i tumori epatici può variare a seconda della tecnica di imaging utilizzata, con la MRI che sembra essere più sensibile rispetto alla CT e all'ecografia 4.
- L'uso di tecniche di imaging avanzate, come la MRI abbreviata (AMRI), può essere una opzione promettente per la sorveglianza dei pazienti con tumori epatici, specialmente in quelli con cirrosi o infezione da virus dell'epatite B 5.
Valutazione della Funzione Epatica
La valutazione della funzione epatica è fondamentale per la gestione dei pazienti con tumori epatici. Ecco alcuni punti chiave da considerare:
- Il grado di Child-Pugh (C-P) è attualmente utilizzato per valutare la gravità della malattia epatica, ma può essere soggettivo e non sempre preciso 6.
- Il modello di valutazione della funzione epatica basato sull'albumina e sulla bilirubina (ALBI) può essere una opzione più oggettiva e precisa per valutare la funzione epatica nei pazienti con tumori epatici 6.
- L'alfa-fetoproteina (AFP) può essere utilizzata come biomarcatore per la diagnosi e la gestione dei tumori epatici, specialmente in quelli con avanzata malattia epatica cronica (AdvCLD) 7.