Apixaban, Ramipril e Diuretico come Prima Linea per FA Parossistica
Sì, questa combinazione è appropriata come terapia di prima linea per la fibrillazione atriale parossistica, con apixaban raccomandato come anticoagulante preferito rispetto al warfarin per la prevenzione dell'ictus. 1, 2
Anticoagulazione con Apixaban
Apixaban è raccomandato come terapia di prima linea rispetto al warfarin per la prevenzione dell'ictus nella FA non valvolare, offrendo riduzione superiore dell'ictus, mortalità inferiore e significativamente meno sanguinamenti maggiori. 2
- L'anticoagulazione orale è fortemente raccomandata per pazienti con FA e rischio elevato di ictus (punteggio CHA₂DS₂-VASc ≥2 negli uomini o ≥3 nelle donne), indipendentemente dal fatto che la FA sia parossistica, persistente o permanente. 2
- Il beneficio di apixaban rispetto al warfarin è consistente indipendentemente dal tipo di FA (parossistica vs persistente/permanente), con riduzione significativa di ictus o embolia sistemica, mortalità per tutte le cause e sanguinamento maggiore in entrambi i gruppi. 3
- Nei pazienti con FA recentemente diagnosticata (entro 30 giorni), apixaban mantiene gli stessi benefici rispetto al warfarin, nonostante questi pazienti abbiano una mortalità più elevata. 4
Dosaggio di Apixaban
- Dose standard: 5 mg due volte al giorno 5
- Dose ridotta: 2.5 mg due volte al giorno è richiesta quando i pazienti hanno almeno 2 delle seguenti caratteristiche: età ≥80 anni, peso corporeo ≤60 kg, creatinina sierica ≥1.5 mg/dL. 2
Vantaggi Pratici di Apixaban
- Non richiede monitoraggio routinario dell'INR 2
- Nessuna restrizione dietetica 2
- Meno interazioni farmacologiche rispetto al warfarin 2
- Farmacocinetica prevedibile 2
- Tassi di interruzione inferiori rispetto al warfarin 2
Controllo della Frequenza con Ramipril
Ramipril (Triatec), un ACE-inibitore, è appropriato per pazienti con FA che hanno ipertensione o altre indicazioni cardiovascolari, sebbene non sia un farmaco antiaritmico primario. 1
- Per i pazienti con FA e ipertensione, il controllo della pressione arteriosa è essenziale come parte della gestione complessiva. 1
- Gli ACE-inibitori come ramipril sono particolarmente indicati nei pazienti con FA che hanno anche scompenso cardiaco o coronaropatia. 1
Terapia Diuretica
I diuretici (Lobidiur) sono appropriati per il controllo della pressione arteriosa e la gestione del volume nei pazienti con FA, particolarmente in presenza di ipertensione o scompenso cardiaco. 1
Considerazioni Importanti
Valutazione della Funzione Renale
La funzione renale deve essere valutata prima di iniziare qualsiasi DOAC e rivalutata almeno annualmente, poiché il declino della funzione renale aumenta l'accumulo di apixaban e il rischio di sanguinamento. 2, 6
Controindicazioni
- Apixaban è controindicato nei pazienti con valvole cardiache meccaniche o stenosi mitralica moderata-severa. 2
- Non utilizzare in pazienti con sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS), specialmente con test triplo anticorpo positivo, che hanno una storia di coaguli di sangue. 5
Gestione Periprocedurale
Se il paziente necessita di ablazione della FA o cardioversione:
- L'anticoagulazione con apixaban non interrotta è sicura ed efficace durante l'ablazione della FA nei pazienti a rischio di ictus. 7
- L'anticoagulazione orale deve essere iniziata almeno 3 settimane prima dell'ablazione con catetere. 1
- L'anticoagulazione deve continuare per almeno 2 mesi dopo l'ablazione, indipendentemente dall'esito del ritmo. 1
Rischio di Sanguinamento
Non interrompere apixaban senza consultare il medico prescrittore, poiché l'interruzione aumenta il rischio di ictus. 5
- I pazienti possono avere lividi più facilmente e il sanguinamento può durare più a lungo del normale. 5
- Evitare l'uso concomitante di FANS a lungo termine, aspirina o altri farmaci che aumentano il rischio di sanguinamento, a meno che non sia strettamente necessario. 5
Continuazione dell'Anticoagulazione
Anche se il ritmo sinusale viene ripristinato (spontaneamente, tramite cardioversione o ablazione), l'anticoagulazione a lungo termine deve basarsi sul profilo di rischio tromboembolico del paziente (punteggio CHA₂DS₂-VASc), non sul successo percepito della procedura. 1