Ecografia Addominale nella Monocitosi
L'ecografia addominale non è indicata di routine nella valutazione iniziale della monocitosi, a meno che non siano presenti sintomi addominali specifici, alterazioni degli enzimi epatici, o sospetto clinico di coinvolgimento d'organo.
Approccio Diagnostico alla Monocitosi
La monocitosi richiede un'indagine sistematica che integra dati di laboratorio, morfologia e reperti clinici 1, 2. L'imaging addominale non fa parte del workup diagnostico standard iniziale per la monocitosi isolata 1, 2.
Quando l'Ecografia Addominale È Indicata
L'ecografia addominale diventa pertinente in contesti clinici specifici:
Presenza di sintomi addominali: dolore addominale, distensione, o segni all'esame obiettivo addominale 3
Alterazioni della funzionalità epatica: elevazione delle transaminasi, fosfatasi alcalina, o bilirubina 3
Sospetto di organomegalia: epatomegalia o splenomegalia all'esame clinico che richiede conferma e quantificazione 3
Valutazione di neoplasie mieloproliferative: nei pazienti con diagnosi confermata di leucemia mielomonocitica cronica (CMML) o altre neoplasie mieloidi, l'ecografia può identificare splenomegalia, epatomegalia, linfoadenopatie o ascite 3, 4
Sospetto di linfoistiocitosi emofagocitica (HLH): quando la monocitosi si accompagna a febbre, citopenie, e sospetto di HLH, l'ecografia può mostrare splenomegalia, epatomegalia, ascite, ispessimento della parete della colecisti, e linfoadenopatie 5
Quando l'Ecografia Addominale NON È Indicata
Non eseguire ecografia addominale di routine nei seguenti scenari:
Monocitosi isolata senza sintomi addominali 3
Assenza di alterazioni degli enzimi epatici 3
Nessun segno clinico di organomegalia o massa addominale 3
Paziente critico con febbre ma senza sintomi addominali, alterazioni epatiche, o chirurgia addominale recente 3
Le linee guida della Society of Critical Care Medicine del 2023 raccomandano esplicitamente contro l'uso routinario dell'ecografia addominale in pazienti critici con febbre senza segni o sintomi addominali 3.
Algoritmo Diagnostico Prioritario per la Monocitosi
Primo Livello - Indagini di Laboratorio Essenziali
Emocromo completo con formula leucocitaria: confermare la monocitosi assoluta (>1.0 × 10⁹/L) 1, 2
Striscio di sangue periferico: valutare la morfologia dei monociti e identificare eventuali blasti o cellule atipiche 1, 2, 4
Citometria a flusso: analizzare i sottotipi monocitari (classici, intermedi, non-classici) per distinguere CMML da cause reattive 1, 4
Secondo Livello - Valutazione Clinica Mirata
Ricerca di infezioni: colture ematiche, sierologie virali (EBV, CMV), test per tubercolosi 1, 2
Markers infiammatori: VES, PCR, ferritina (particolarmente elevata in HLH) 5
Funzionalità epatica e renale: transaminasi, fosfatasi alcalina, bilirubina, creatinina 3
Terzo Livello - Indagini Specialistiche
Aspirato e biopsia midollare: indicati quando si sospetta neoplasia mieloide o per diagnosi definitiva di CMML 1, 2, 4
Analisi molecolare: mutazioni di TET2, SRSF2, ASXL1 comuni in CMML 4
Insidie Cliniche da Evitare
Non confondere monocitosi reattiva con neoplastica: la citometria a flusso è essenziale per questa distinzione 1, 4
Non sottovalutare la monocitosi persistente: una monocitosi che persiste >3 mesi richiede valutazione ematologica specialistica 1, 2
Non ordinare imaging addominale prima del workup ematologico di base: l'ecografia non contribuisce alla diagnosi eziologica della monocitosi in assenza di sintomi specifici 3, 1
Considerare HLH nei bambini: la combinazione di monocitosi, febbre, citopenie e ferritina molto elevata richiede ecografia addominale urgente per valutare organomegalia, ascite e ispessimento della parete della colecisti 5
Indicazioni Specifiche per Imaging Avanzato
Se l'ecografia addominale è indicata e mostra anomalie, o se persiste sospetto clinico nonostante ecografia normale: