Terapia Oncologica per il Tumore al Testicolo
Trattamento del Tumore Primario
L'orchiectomia radicale inguinale rappresenta il trattamento standard iniziale per tutti i pazienti con tumore testicolare, da eseguire prima di qualsiasi altra terapia, salvo in caso di malattia metastatica rapidamente progressiva con rischio di vita che richieda chemioterapia immediata. 1
Aspetti Chirurgici Fondamentali
- L'intervento deve essere eseguito attraverso un'incisione inguinale, mai scrotale - qualsiasi violazione scrotale per biopsia o chirurgia aperta deve essere rigorosamente evitata 1
- Il testicolo viene rimosso insieme al funicolo spermatico a livello dell'anello inguinale interno 1
- La chirurgia conservativa (orchiectomia parziale) può essere considerata solo in centri altamente specializzati per tumori bilaterali sincroni, tumori metacroni controlaterali, tumore in testicolo unico con funzione endocrina sufficiente, o testicolo controlaterale atrofico 1
Valutazioni Pre-Operatorie Essenziali
- Prima dell'orchiectomia, devono essere offerti a tutti i pazienti l'analisi del liquido seminale e la criopreservazione degli spermatozoi - questa è la strategia più costo-efficace per la preservazione della fertilità 1
- I marcatori tumorali (AFP, β-HCG, LDH) devono essere misurati prima dell'intervento e ripetuti almeno 7 giorni dopo per determinare la cinetica di dimezzamento 1
Seminoma: Strategie Terapeutiche per Stadio
Stadio I (Malattia Localizzata)
La sorveglianza attiva è considerata la strategia preferita per il seminoma stadio I, con una sopravvivenza del 99% indipendentemente dall'approccio scelto. 1
- Per pazienti con fattori di rischio (infiltrazione della rete testis e/o dimensione tumorale ≥4 cm), può essere considerato un ciclo di carboplatino (AUC 7) come terapia adiuvante 1
- La radioterapia NON deve essere offerta come opzione di gestione adiuvante post-orchiectomia 1
- Il carboplatino, rispetto alla radioterapia, determina tassi di recidiva simili ma minore astenia prolungata, minori giorni di malattia e probabilmente meno neoplasie indotte dal trattamento 1
Stadio IIA (Linfonodi 1-2 cm)
Per minimizzare il sovratrattamento, è necessaria la verifica istologica/citologica delle metastasi o, come minimo, una progressione radiologica osservata nel tempo. 1
- Le opzioni terapeutiche consistono in radioterapia (30 Gy in frazioni da 2 Gy ai linfonodi para-aortici e iliaci ipsilaterali) oppure chemioterapia basata su cisplatino (tre cicli di BEP) 1
- La chemioterapia basata su cisplatino ha mostrato zero recidive in pazienti stadio IIA, rispetto al 10,9% dopo radioterapia in uno studio recente 1
Stadio IIB/IIC e Stadio III
- Tre cicli di BEP rappresentano la terapia standard per lo stadio IIB/IIC 1
- Per lo stadio III: tre cicli di BEP per pazienti a prognosi favorevole secondo IGCCCG (alternativamente quattro cicli di EP) e quattro cicli per pazienti a prognosi intermedia secondo IGCCCG (alternativamente quattro cicli di VIP se controindicazioni alla bleomicina) 1
- Se esistono controindicazioni alla bleomicina (ridotta capacità polmonare, enfisema, fumatori attivi o ex-fumatori), utilizzare quattro cicli di EP o VIP 1
Gestione Post-Chemioterapia nel Seminoma
- Per lesioni residue >3 cm: la PET-FDG eseguita almeno 6 settimane dopo la fine della chemioterapia è l'approccio raccomandato, con valore predittivo negativo >90% 1
- Per lesioni <3 cm: la PET-FDG può essere considerata ma il suo valore predittivo positivo è inferiore e la sorveglianza è preferita 1
- Una PET negativa giustifica solo il follow-up; una PET positiva indica alta probabilità di seminoma residuo, sebbene non si possano escludere falsi positivi 1
Non-Seminoma: Strategie Terapeutiche per Stadio
Stadio I (Malattia Localizzata)
Lo stadio I si categorizza in "basso rischio" (20% di recidiva) o "alto rischio" (40-50% di recidiva) in base all'assenza o presenza di invasione vascolare. 1
Non-Seminoma Stadio I a Basso Rischio
- La sorveglianza è lo standard per la malattia a basso rischio 1
- Se la sorveglianza non è fattibile (difficoltà con imaging ripetuto, bassa compliance, preferenza del paziente), si somministra chemioterapia adiuvante con uno o due cicli di BEP 1
- Nello stadio I non-seminoma, la chemioterapia adiuvante è stata ridotta da due cicli di BEP all'attuale standard di un ciclo di BEP 1
Non-Seminoma Stadio I ad Alto Rischio
- Le opzioni preferite includono: un ciclo di BEP oppure sorveglianza 1
- Alternative: linfoadenectomia retroperitoneale (RPLND) nerve-sparing 1
Stadio IIA Marker-Negativo
- Nel 15-35% dei pazienti con stadio clinico IIA, i linfonodi ingrossati non contengono metastasi - il rischio di sovratrattamento può essere ridotto con strategie specifiche 1
- Opzioni: sorveglianza ravvicinata con imaging addominale ogni 6 settimane fino a regressione o progressione, oppure RPLND nerve-sparing primaria in caso di singolo linfonodo in progressione suggestivo di teratoma 1
- Queste RPLND potenzialmente curative dovrebbero essere eseguite solo da chirurghi ad alto volume in centri esperti 1
- Se la RPLND rivela tumore germinale vitale, deve essere considerata chemioterapia adiuvante post-RPLND con un ciclo di BEP 1
- Il teratoma puro completamente rimosso non deve innescare chemioterapia 1
Stadio IIA-IIB Marker-Positivo e Stadio IIB-III
- Trattamento secondo le raccomandazioni IGCCCG per la malattia metastatica 1
- Per stadio IIB-III: tre cicli di BEP (alternativamente quattro cicli di EP o VIP) 1
- In casi selezionati (es. declino sfavorevole dei marcatori): considerare intensificazione della dose con quattro cicli di BEP o VIP 1
Gestione Post-Chemioterapia nel Non-Seminoma
- La RPLND post-chemioterapia è indicata nei pazienti con NSGCT metastatico con massa retroperitoneale residua dopo chemioterapia sistemica e marcatori tumorali normalizzati 1
- Deve essere eseguita una RPLND bilaterale completa con template in tutti i pazienti nel setting post-chemioterapia, con confini di dissezione che includono i vasi ilari renali (superiormente), gli ureteri (lateralmente) e le arterie iliache comuni (inferiormente) 1
- La completezza della resezione è una variabile predittiva indipendente e consistente dell'outcome clinico - i margini chirurgici non devono essere compromessi nel tentativo di preservare l'eiaculazione 1
- Il rinvio a centri ad alto volume dovrebbe essere considerato per la resezione chirurgica delle masse post-chemioterapia 1
Considerazioni Critiche e Insidie Comuni
Errori da Evitare Assolutamente
- Mai eseguire biopsia scrotale o incisione scrotale per sospetta patologia testicolare - solo l'orchiectomia inguinale è appropriata 1
- I pazienti con AFP elevata devono essere gestiti come non-seminoma, anche se l'istologia è seminoma puro 1
- Il seminoma puro classico non secerne AFP; tuttavia, in alcuni casi possono essere presenti livelli elevati di HCG 1
Gestione della Fertilità
- La discussione sulla criopreservazione degli spermatozoi deve avvenire prima di qualsiasi intervento terapeutico che possa compromettere la fertilità, inclusi chirurgia, radioterapia e chemioterapia 1
- La criopreservazione può essere eseguita prima o dopo l'orchiectomia, ma certamente prima della terapia successiva 1
Biopsia Controlaterale
- Il 3-5% dei pazienti con tumore testicolare presenta neoplasia intraepiteliale testicolare (TIN) nel testicolo controlaterale, con rischio più elevato (≥34%) in caso di atrofia testicolare (volume <12 ml) ed età <40 anni 1
- Se non trattata, il tumore testicolare invasivo si sviluppa nel 70% dei testicoli TIN-positivi entro 7 anni 1
- I pazienti devono essere informati sul rischio potenziale di TIN e deve essere offerta una biopsia controlaterale, lasciando al paziente l'opportunità di decidere 1
Chemioterapia d'Emergenza
- In rari casi, quando un paziente presenta β-HCG in rapido aumento, sintomi correlati a malattia disseminata e massa testicolare, la chemioterapia può essere iniziata immediatamente senza attendere la diagnosi bioptica 1