Invio della Mammografia per Diagnosi
Sì, dovresti inviare la tua mammografia per una diagnosi professionale, poiché questo è l'unico modo per ottenere un'interpretazione accurata e una valutazione completa dei risultati. 1
Perché è necessario inviare la mammografia per diagnosi
- La mammografia diagnostica include viste aggiuntive come compressioni localizzate o viste ingrandite per investigare eventuali anomalie, mentre la mammografia di screening consiste solo in 2 immagini standard di ciascun seno 1
- Solo un radiologo esperto può interpretare correttamente le immagini e classificarle secondo le categorie BI-RADS (Breast Imaging Reporting and Data System), che determinano il rischio di malignità e le raccomandazioni per la gestione successiva 1
- La diagnosi finale richiede una valutazione professionale che combina i risultati della mammografia con eventuali altri esami di imaging come l'ecografia 1
Processo diagnostico dopo l'invio della mammografia
- Dopo l'invio, un radiologo valuterà le immagini e assegnerà una categoria BI-RADS da 0 a 6 1
- La categoria BI-RADS determina i passaggi successivi:
- BI-RADS 1-2 (negativo o benigno): ritorno allo screening di routine 1
- BI-RADS 3 (probabilmente benigno): mammografie diagnostiche a 6 mesi, poi ogni 6-12 mesi per 1-2 anni 1
- BI-RADS 4-5 (sospetto o altamente suggestivo di malignità): necessaria diagnosi tissutale con biopsia con ago centrale (preferita) o biopsia escissionale 1, 2
- BI-RADS 0 (valutazione incompleta): richiede ulteriori esami di imaging 2
Importanza dell'interpretazione professionale
- L'interpretazione della mammografia richiede competenze specialistiche per distinguere tra condizioni benigne e maligne 3
- Anche quando una mammografia è negativa ma i reperti clinici sono sospetti, potrebbe essere necessaria una biopsia, poiché l'imaging non è completamente sensibile per il rilevamento del cancro 1
- La concordanza tra il referto patologico e il reperto di imaging deve essere ottenuta quando viene eseguita una biopsia con ago 1
Considerazioni specifiche per età
- Per le donne di età inferiore ai 30 anni con anomalie, l'ecografia è la valutazione iniziale preferita, seguita dalla mammografia diagnostica se necessario 1, 2
- Per le donne di età pari o superiore a 30 anni, la mammografia diagnostica è raccomandata, spesso con ecografia complementare 1
Comunicazione dei risultati
- La maggior parte delle donne preferisce ricevere i risultati della mammografia diagnostica direttamente dal radiologo immediatamente dopo l'esame, piuttosto che attendere la comunicazione dal medico di riferimento 4
- Il referto mammografico dovrebbe essere conciso e fornire informazioni chiare sul fatto che l'esame sia normale, se sia necessaria una biopsia, o se l'anomalia debba essere rivalutata con un esame radiografico ripetuto a intervalli di 6 mesi 3
Errori comuni da evitare
- Un errore comune è palpare una massa mammaria non visibile alla mammografia (falso negativo) e presumere che la massa non sia cancerosa 3
- Non sottovalutare l'importanza di un esame clinico del seno anormale a causa di una mammografia o altro esame di imaging negativo 2
- Non affidarsi esclusivamente alla mammografia diagnostica per determinare se una massa mammaria palpabile debba essere sottoposta a biopsia 5