Gestione della Sindrome Coronarica Acuta in una Donna di 68 Anni
La paziente presenta una sindrome coronarica acuta (SCA) che richiede immediato ricovero in unità coronarica e l'avvio di terapia medica intensiva con aspirina, anticoagulanti, beta-bloccanti e nitrati, seguita da coronarografia urgente per valutare la necessità di rivascolarizzazione.
Valutazione del quadro clinico
Il quadro clinico è altamente suggestivo di sindrome coronarica acuta:
- Dolore toracico retrosternale costrittivo a riposo con irradiazione al braccio sinistro
- Sintomi vegetativi associati (sudorazione fredda, nausea)
- Episodio simile ma più lieve durante sforzo 3 settimane prima
- Fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione, dislipidemia)
- Segni di instabilità emodinamica (PA 95/60 mmHg, FC 110 bpm)
- Segni di congestione polmonare (crepitii fini basali bilaterali)
Gestione immediata
Fase pre-ospedaliera
- Somministrare immediatamente aspirina 250-500 mg (masticabile o solubile) 1
- Chiamare immediatamente un'ambulanza per trasporto urgente in ospedale 1
- Somministrare nitrati a breve durata d'azione se non ci sono controindicazioni (ipotensione o bradicardia) 1
Fase ospedaliera immediata
- Monitoraggio ECG continuo per rilevare aritmie potenzialmente letali 1
- Ossigenoterapia se saturazione <90% o distress respiratorio 1
- Prelievi ematici urgenti per troponina cardiaca, creatinina, emoglobio, ematocrito, conta piastrinica, glicemia 1
- ECG a 12 derivazioni per valutare presenza di alterazioni del tratto ST 1
Terapia farmacologica iniziale
Beta-bloccanti selettivi a breve durata d'azione (preferibilmente per via endovenosa) 1, 2
- Metoprololo: 3 boli endovenosi da 5 mg a intervalli di 2 minuti, seguiti da 50 mg per os ogni 6 ore 2
- Monitorare PA, FC ed ECG durante la somministrazione
Nitrati per il controllo del dolore e per ridurre il precarico 1
Anticoagulanti:
- Eparina a basso peso molecolare (EBPM) o eparina non frazionata 1
Doppia antiaggregazione piastrinica:
- Aspirina 75-150 mg/die
- Clopidogrel (o altro inibitore P2Y12) 1
Morfina o oppiacei in caso di dolore persistente 1
Diuretici (es. furosemide) per gestire la congestione polmonare 1
Gestione della fase acuta
Stratificazione del rischio
La paziente è ad alto rischio per:
- Instabilità emodinamica (ipotensione, tachicardia)
- Segni di congestione polmonare
- Sintomi a riposo prolungati (12 ore)
- Età >65 anni
- Presenza di fattori di rischio cardiovascolare 1
Approccio invasivo
È indicata una strategia invasiva urgente con coronarografia entro 24-48 ore, preferibilmente entro le prime 24 ore considerando l'instabilità emodinamica 1
Prima della coronarografia:
- Continuare EBPM
- Iniziare inibitori delle glicoproteine IIb/IIIa se si opta per angioplastica 1
Gestione dell'instabilità emodinamica
- Monitoraggio continuo dei parametri vitali
- Posizionamento di defibrillatore in caso di ischemia in corso 1
- In caso di peggioramento con edema polmonare "flash", considerare nitroglicerina endovena, furosemide e ACE-inibitori a breve durata d'azione 1
Gestione post-fase acuta
Terapia farmacologica a lungo termine
- Beta-bloccanti (continuare dopo la fase acuta) 1
- ACE-inibitori (già in terapia per ipertensione) 1
- Statine ad alta intensità per la dislipidemia 1, 3
- Doppia antiaggregazione piastrinica per 12 mesi 1
Controllo dei fattori di rischio
- Gestione ottimale dell'ipertensione (target PA diastolica <90 mmHg) 1
- Controllo aggressivo della dislipidemia 4, 3
- Educazione sullo stile di vita e riabilitazione cardiaca 1
Punti di attenzione e potenziali insidie
- Non sottovalutare l'instabilità emodinamica: monitorare attentamente per segni di shock cardiogeno
- Attenzione all'uso di calcio-antagonisti: i diidropiridinici come nifedipina possono causare grave instabilità emodinamica e non devono essere usati in monoterapia 1
- Cautela nell'uso combinato di beta-bloccanti e calcio-antagonisti: può causare ipotensione e disturbi di conduzione 1
- Considerare l'ecocardiografia precoce per valutare la funzione ventricolare sinistra e escludere altre cause di dolore toracico 1
- Non ritardare la coronarografia in presenza di instabilità emodinamica o dolore persistente 1
La rappresentazione del problema è corretta e completa. Si tratta di una sindrome coronarica acuta in una paziente con fattori di rischio cardiovascolare e segni di instabilità emodinamica che richiede un intervento immediato.