Criteri per la candidabilità a TARE nell'HCC
La radioembolizzazione transarteriale (TARE) è raccomandata per pazienti con carcinoma epatocellulare (HCC) non resecabile con buona funzionalità epatica (Child-Pugh classe A), con trombosi della vena porta e malattia multifocale, o come alternativa alla TACE quando si prevede che la funzione epatica residua sia sufficiente dopo il trattamento. 1
Criteri di inclusione principali
Funzionalità epatica:
Caratteristiche del tumore:
- HCC non resecabile non candidabile a trapianto epatico o terapie ablative locali 1
- Pazienti con trombosi della vena porta (a differenza della TACE) 1
- Tumori di grandi dimensioni (>6 cm) possono beneficiare maggiormente della TARE rispetto a quelli di piccole dimensioni 1
- Malattia multifocale confinata al fegato 1
Performance status:
- ECOG performance status 0-1 1
Considerazioni specifiche
Volume epatico da irradiare:
Situazioni cliniche particolari:
- La TARE può essere considerata un'alternativa alla TACE nel trattamento dell'HCC in stadio intermedio se associato a trombosi della vena porta 1
- Può essere un'alternativa di trattamento per alcuni HCC localmente avanzati con l'uso della dosimetria personalizzata 1
- Può essere considerata dopo fallimento della TACE (refrattarietà alla TACE) 1
Controindicazioni
Funzionalità epatica:
Caratteristiche anatomiche:
Altri fattori di rischio:
Valutazione del rischio di scompenso epatico
- Lo scompenso epatico post-TARE è una complicanza rilevante che influisce significativamente sulla prognosi 2
- I principali fattori di rischio sono lo score ALBI pre-trattamento e la dose di radiazione 2
- La malattia epatica indotta da radioembolizzazione (REILD) si verifica solitamente 4-8 settimane dopo TARE 1
- In alcuni pazienti, l'epatotossicità tardiva può verificarsi 6 mesi dopo TARE 1
Efficacia clinica
- La TARE è associata a un tempo di progressione della malattia significativamente più lungo rispetto alla TACE, con impatto minimo o nullo sulla sopravvivenza globale 1, 3
- Il tasso di risposta obiettiva nella zona trattata può raggiungere il 53,1% nei pazienti sottoposti a TARE con sorafenib 4
- La sopravvivenza globale a 1 e 3 anni è rispettivamente del 63% e 27% nello stadio intermedio dell'HCC 3
- Nei pazienti con funzionalità epatica sufficiente (Child-Pugh A-B7) ma con HCC avanzato per la presenza di trombosi della vena porta, la sopravvivenza globale è del 37% a 1 anno e del 13% a 3 anni 3
Avvertenze e considerazioni pratiche
- È necessaria una rigorosa selezione dei pazienti per ottimizzare il rapporto rischio-beneficio 2
- La dose di radiazione sul fegato non tumorale è un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo di scompenso epatico 2
- Quando le microsfere di 90Y vengono rilasciate in organi diversi dal fegato, possono verificarsi complicanze gravi come polmonite da radiazioni e ulcera gastrica 1
- La TARE deve essere eseguita quando il tumore è localizzato e la funzione epatica residua è prevista essere sufficiente dopo il trattamento 1