How can Working Memory be improved in a general adult population, potentially experiencing age-related cognitive decline, using methods such as drumming, medications, or antioxidants?

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Miglioramento della Working Memory negli Adulti

L'evidenza più forte suggerisce che l'allenamento cognitivo specifico della working memory può produrre miglioramenti modesti ma reali, particolarmente negli adulti anziani con capacità iniziale più elevata, mentre le prove per farmaci, antiossidanti o attività come il drumming rimangono insufficienti o non dimostrate.

Allenamento Cognitivo della Working Memory

Efficacia Generale

  • Gli studi con gruppi di controllo trattati (non solo non trattati) forniscono l'evidenza più affidabile, poiché i gruppi di controllo non trattati sovrastimano gli effetti dovuti a fattori generali come familiarità con i compiti computerizzati, caratteristiche della domanda e aspettative motivazionali 1.

  • L'allenamento della working memory produce miglioramenti sistematici e positivi, ma relativamente piccoli, nel tempo 2.

  • Il trasferimento dei benefici ad abilità non allenate è possibile ma limitato, con evidenze che mostrano trasferimento dalla discriminazione percettiva alla performance della working memory negli anziani 3.

Fattori Predittivi Critici

La capacità iniziale della working memory è il predittore più importante del successo dell'allenamento:

  • Gli adulti anziani con capacità iniziale più bassa migliorano meno e raggiungono livelli di performance inferiori rispetto a quelli con capacità più elevata 2.

  • Per gli adulti con declino cognitivo soggettivo, l'allenamento è più benefico per coloro con bassa efficienza nell'inibizione al baseline (spiegando il 33% della varianza totale) 4.

  • Per gli adulti cognitivamente intatti, i guadagni dall'allenamento si osservano in quelli con span di working memory più basso 4.

Caratteristiche dell'Allenamento Efficace

  • La durata e la dose dell'allenamento sono importanti: alcuni studi suggeriscono che il trasferimento all'intelligenza fluida dipende dal numero di sessioni completate 1.

  • L'allenamento adattivo (come il dual N-back task) per 5 settimane produce miglioramenti attraverso vari test cognitivi, eccetto per l'inibizione e la memoria a breve termine 2.

  • Le caratteristiche demografiche (età, sesso) non sono moderatori significativi dell'efficacia dell'allenamento, solo il livello iniziale di capacità conta 2.

Attività Fisica ed Esercizio

Evidenza Contraddittoria

Esiste una discrepanza importante tra studi osservazionali e trial di intervento:

  • L'attività fisica di intensità almeno moderata (esercizio aerobico e allenamento di resistenza) è raccomandata per migliorare gli outcome cognitivi e ridurre il rischio di demenza, secondo l'Alzheimer's Association 5.

  • Tuttavia, le revisioni sistematiche hanno trovato evidenza insufficiente che gli interventi di attività fisica o esercizio migliorino effettivamente la cognizione negli adulti anziani quando si esaminano trial di intervento, nonostante i dati osservazionali positivi 1, 5.

  • L'esercizio può essere considerato come terapia aggiuntiva per migliorare cognizione e memoria dopo ictus, ma l'evidenza è di livello IIb-C (non ben stabilita) 1.

Raccomandazioni Pratiche

  • Raccomandare comunque l'esercizio fisico per i benefici cardiovascolari, metabolici e di salute generale ben stabiliti, anche se i benefici cognitivi diretti rimangono incerti 1, 5.

  • Interrompere la sedentarietà prolungata ogni 30 minuti può fornire benefici metabolici modesti, particolarmente per individui inattivi o diabetici 5.

Farmaci per il Miglioramento Cognitivo

Inibitori della Colinesterasi

L'utilità dei farmaci colinergici per i deficit cognitivi non è ben stabilita nella popolazione generale:

  • L'utilità del donepezil nel trattamento dei deficit cognitivi post-ictus non è ben stabilita (Classe IIb, Evidenza B) 1.

  • L'utilità della rivastigmina nel trattamento dei deficit cognitivi post-ictus non è ben stabilita (Classe IIb, Evidenza B) 1.

Altri Farmaci

  • L'utilità degli antidepressivi nel trattamento dei deficit cognitivi post-ictus non è ben stabilita (Classe IIb, Evidenza B) 1.

  • L'utilità di destroamfetamina, metilfenidato, modafinil e atomoxetina nel trattamento dei deficit cognitivi post-ictus non è chiara (Classe IIb, Evidenza C) 1.

  • Una revisione sistematica recente ha mostrato che farmaci ipoglicemizzanti come tiazolidinedioni, agonisti del recettore GLP-1 e inibitori SGLT2 hanno mostrato piccoli benefici nel rallentare la progressione del declino cognitivo 1.

Antiossidanti

  • Non è stata fornita evidenza specifica sull'efficacia degli antiossidanti per il miglioramento della working memory nelle linee guida o negli studi esaminati.

Altre Strategie Non Farmacologiche

Riabilitazione Cognitiva

  • L'uso della riabilitazione cognitiva per migliorare attenzione, memoria, negligenza visiva e funzionamento esecutivo è ragionevole 1.

  • Le strategie compensatorie possono essere considerate per migliorare le funzioni di memoria, incluso l'uso di strategie internalizzate (imagery visiva, organizzazione semantica, pratica spaziata) e tecnologia assistiva esterna 1.

  • La terapia di stimolazione cognitiva di gruppo o individuale, che offre attività piacevoli fornendo stimolazione generale per pensiero, concentrazione e memoria in un contesto sociale, è suggerita dall'Alzheimer's Association 6.

Tecnologie Emergenti

  • L'allenamento con realtà virtuale può essere considerato per l'apprendimento verbale, visivo e spaziale, ma la sua efficacia non è ben stabilita (Classe IIb, Evidenza C) 1.

  • La stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS) anodica sulla corteccia prefrontale dorsolaterale sinistra per migliorare l'attenzione complessa basata sul linguaggio (working memory) rimane sperimentale (Classe III, Evidenza B) 1.

Drumming e Musica

  • La musicoterapia può essere ragionevole per migliorare la memoria verbale 1.

  • Non è stata fornita evidenza specifica sul drumming come intervento per la working memory nelle linee guida esaminate.

Fattori di Rischio Modificabili

Screening e Gestione

  • Gli adulti di 65 anni o più dovrebbero essere sottoposti a screening per il rilevamento precoce di deterioramento cognitivo lieve o demenza alla visita iniziale, annualmente e quando appropriato 1.

  • Se c'è evidenza di deterioramento cognitivo, dovrebbe essere eseguita una valutazione iniziale per identificare condizioni reversibili (depressione, carenza di vitamina B12, ipotiroidismo) entro 3 mesi dalla diagnosi 1, 6.

  • La lista dei farmaci dovrebbe essere rivista regolarmente, poiché i farmaci possono contribuire o esacerbare il deterioramento cognitivo, particolarmente quelli con proprietà anticolinergiche elevate 1, 6.

Fattori Cardiovascolari

  • La gestione della pressione arteriosa e la riduzione del colesterolo con statine sono state associate a un rischio ridotto di demenza incidente e sono particolarmente importanti negli adulti anziani 1.

Avvertenze Importanti

  • La rilevanza clinica dei piccoli cambiamenti in molte misure di outcome specifiche utilizzate negli studi di allenamento cognitivo non è nota 1.

  • Gli studi hanno esaminato solo effetti a breve termine dei programmi di attività fisica per adulti anziani, nel corso di settimane o mesi, e non è noto se stabiliscano abitudini a lungo termine 1.

  • I programmi di prevenzione del diabete o la gestione intensiva glicemica e della pressione arteriosa non hanno dimostrato una riduzione del declino cognitivo 1.

  • Il vocabolario elevato e il fumo sono predittori significativi sia del mantenimento che del declino della working memory, ma in direzioni opposte 7.

References

Guideline

Guideline Directed Topic Overview

Dr.Oracle Medical Advisory Board & Editors, 2025

Guideline

Reducing Dementia Risk through Physical Activity

Praxis Medical Insights: Practical Summaries of Clinical Guidelines, 2026

Guideline

Management of Depression and Cognitive Decline in Elderly Patients

Praxis Medical Insights: Practical Summaries of Clinical Guidelines, 2025

Research

Predictors of Working Memory Maintenance and Decline in Older Adults.

Archives of gerontology and geriatrics, 2020

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