Gestione delle Crisi Ipertensive
Distinzione Critica: Emergenza vs Urgenza Ipertensiva
La distinzione fondamentale nelle crisi ipertensive è la presenza o assenza di danno d'organo acuto, non il valore assoluto della pressione arteriosa. 1
- Emergenza ipertensiva: PA >180/120 mmHg CON danno d'organo acuto (encefalopatia, ictus, infarto miocardico acuto, edema polmonare acuto, dissezione aortica) richiede ricovero immediato in terapia intensiva e terapia endovenosa 1, 2
- Urgenza ipertensiva: PA >180/120 mmHg SENZA danno d'organo acuto può essere gestita con farmaci orali e follow-up ambulatoriale 1, 3
- La velocità di aumento della PA può essere più importante del valore assoluto; i pazienti con ipertensione cronica tollerano spesso pressioni più elevate rispetto agli individui precedentemente normotesi 1, 2
Valutazione Iniziale del Danno d'Organo
Identificare immediatamente la presenza di danno d'organo acuto attraverso una valutazione mirata entro pochi minuti: 1, 2
Danno Neurologico
- Stato mentale alterato, sonnolenza, letargia che può precedere convulsioni e coma 1
- Cefalea con vomito multiplo, disturbi visivi 1
- Ictus ischemico o emorragia intracranica 1
Danno Cardiaco
- Dolore toracico suggestivo di sindrome coronarica acuta 1
- Edema polmonare acuto con insufficienza cardiaca sinistra 4, 1
- Dissezione aortica 1
Danno Renale
Danno Oftalmologico
- Emorragie retiniche bilaterali, essudati cotonosi, papilledema alla fundoscopia (ipertensione maligna) 1, 2
Gestione dell'Emergenza Ipertensiva
Ricovero e Monitoraggio
Tutti i pazienti con emergenza ipertensiva richiedono ricovero immediato in terapia intensiva con monitoraggio continuo della PA tramite linea arteriosa (Raccomandazione Classe I). 1, 2
Obiettivi di Riduzione della Pressione Arteriosa
Per la maggior parte delle emergenze ipertensive, ridurre la pressione arteriosa media del 20-25% entro la prima ora, poi se stabile a 160/100 mmHg nelle successive 2-6 ore, quindi normalizzare cautamente nelle 24-48 ore successive. 4, 1, 2
Evitare riduzioni acute eccessive >70 mmHg di PA sistolica, poiché possono precipitare ischemia cerebrale, renale o coronarica, particolarmente nei pazienti con ipertensione cronica che hanno alterata autoregolazione. 1, 2
Obiettivi Specifici per Condizioni Particolari
- Dissezione aortica acuta: PAS ≤120 mmHg entro 20 minuti, frequenza cardiaca <60 bpm 1, 2
- Sindrome coronarica acuta: PAS <140 mmHg immediatamente 1, 2
- Edema polmonare cardiogeno acuto: PAS <140 mmHg immediatamente 1, 2
- Ictus ischemico acuto: evitare riduzione della PA a meno che PA >220/120 mmHg; se necessario, ridurre la pressione arteriosa media del 15% in 1 ora 1
- Emorragia intracerebrale acuta: se PAS ≥220 mmHg, ridurre cautamente a 140-180 mmHg 1
Farmaci Endovenosi di Prima Linea
Nicardipina è il farmaco di prima scelta per la maggior parte delle emergenze ipertensive grazie alla sua titrabilità prevedibile e al mantenimento del flusso ematico cerebrale. 1, 2
Nicardipina
- Dosaggio: iniziare a 5 mg/ora in infusione EV, aumentare di 2,5 mg/ora ogni 15 minuti fino a un massimo di 15 mg/ora 1, 5
- Vantaggi: titolazione prevedibile, mantiene il flusso ematico cerebrale, non aumenta la pressione intracranica 1
- Indicazioni preferenziali: insufficienza renale acuta, ipertensione perioperatoria, encefalopatia ipertensiva 1
- Evitare in: insufficienza cardiaca acuta (può peggiorare l'edema polmonare) 1
Labetalolo
- Dosaggio: bolo EV iniziale di 10-20 mg in 1-2 minuti, ripetere/raddoppiare ogni 10 minuti fino a dose cumulativa massima di 300 mg; oppure infusione continua 2-8 mg/min 1, 2
- Vantaggi: controlla simultaneamente frequenza cardiaca e PA, azione combinata alfa e beta-bloccante 1
- Indicazioni preferenziali: dissezione aortica acuta, encefalopatia ipertensiva, eclampsia/preeclampsia, coinvolgimento renale 1, 2
- Controindicazioni: malattia reattiva delle vie aeree, BPCO, blocco cardiaco di 2° o 3° grado, bradicardia grave, insufficienza cardiaca scompensata 1
Nitroglicerina
- Dosaggio: 5-100 mcg/min in infusione EV 1
- Indicazioni preferenziali: sindrome coronarica acuta, edema polmonare acuto 1, 2
- Vantaggi: riduce il precarico e il postcarico, migliora la perfusione coronarica 1
Nitroprussiato di Sodio
- Dosaggio: 0,25-10 mcg/kg/min in infusione EV 4, 6
- Utilizzare solo come ultima risorsa a causa del rischio di tossicità da cianuro con uso prolungato (>48-72 ore) o insufficienza renale 1, 2
- Indicazioni: edema polmonare cardiogeno acuto, dissezione aortica (in combinazione con beta-bloccanti) 1
Selezione del Farmaco Basata sulla Condizione Specifica
Edema Polmonare Acuto con Ipertensione
L'edema polmonare acuto associato a crisi ipertensiva ("flash pulmonary edema") richiede intervento immediato con nitroglicerina EV come agente di prima linea. 4, 1
- Trattamento iniziale: terapia con O2, CPAP o ventilazione non invasiva se necessario 4
- Farmaci: nitroglicerina EV (riduce precarico e postcarico) o nitroprussiato 4, 1
- Diuretici dell'ansa: somministrare se il paziente è chiaramente sovraccarico di liquidi con storia lunga di insufficienza cardiaca 4
- Evitare beta-bloccanti in presenza di edema polmonare concomitante 4
- Obiettivo PA: PAS <140 mmHg immediatamente 1
La funzione sistolica è spesso preservata in questi pazienti, mentre sono frequentemente presenti anomalie diastoliche con ridotta compliance ventricolare sinistra 4
Dissezione Aortica Acuta
- Farmaci: esmololo più nitroprussiato/nitroglicerina 1, 2
- Sequenza critica: il beta-blocco deve precedere il vasodilatatore per prevenire tachicardia riflessa 1
- Obiettivo: PAS ≤120 mmHg entro 20 minuti, frequenza cardiaca <60 bpm 1, 2
Intossicazione da Cocaina/Amfetamine
- Prima linea: benzodiazepine 1, 3
- Se necessario ulteriore controllo della PA: fentolamina, nicardipina o nitroprussiato 1
- Evitare assolutamente beta-bloccanti (possono causare vasocostrizione alfa non contrastata) 1
Eclampsia/Preeclampsia
- Farmaci: idralazina, labetalolo o nicardipina 1, 2
- Assolutamente controindicati: ACE-inibitori, ARB, nitroprussiato 1
Farmaci da Evitare nelle Emergenze Ipertensive
Non utilizzare mai nifedipina a rilascio immediato a causa di cadute precipitose imprevedibili della PA e tachicardia riflessa che può causare ictus e morte. 1, 3, 7, 8, 9
- Idralazina: risposta imprevedibile, durata prolungata, non come prima linea 1
- Nitroprussiato di sodio: utilizzare solo come ultima risorsa per rischio di tossicità da cianuro 1, 2, 7, 8, 9
Gestione dell'Urgenza Ipertensiva
I pazienti con urgenza ipertensiva NON richiedono ricovero ospedaliero né farmaci endovenosi; gestire con terapia orale e follow-up ambulatoriale entro 2-4 settimane. 1, 3, 2
Farmaci Orali di Prima Linea
I tre agenti orali preferiti per l'urgenza ipertensiva sono captopril, labetalolo e nifedipina a rilascio prolungato. 1, 3, 2
Captopril (ACE-inibitore)
- Deve essere iniziato a dosi molto basse per prevenire cadute improvvise della PA 3, 2
- I pazienti sono spesso ipovolemici da natriuresi da pressione 1
Labetalolo Orale
Nifedipina a Rilascio Prolungato
- Utilizzare SOLO la formulazione a rilascio prolungato/retard 3, 2
- Mai utilizzare nifedipina a breve durata d'azione per rischio di cadute incontrollate della PA che possono causare ictus e morte 3, 2
Obiettivi di Riduzione della PA
- Ridurre la PAS di non più del 25% entro la prima ora 1, 3
- Poi, se stabile, a <160/100 mmHg nelle successive 2-6 ore 1, 3
- Normalizzare cautamente nelle 24-48 ore successive 1, 3
Monitoraggio
- Periodo di osservazione di almeno 2 ore per valutare l'efficacia e la sicurezza della riduzione della PA 3, 2
- Follow-up frequente (almeno mensile) fino al raggiungimento della PA target 1
Errori Comuni da Evitare
Non trattare l'ipertensione asintomatica grave come un'emergenza; la maggior parte dei pazienti ha urgenza, non emergenza, e il trattamento EV aggressivo può causare danno. 3
- Non utilizzare farmaci EV per l'urgenza ipertensiva: questi sono riservati esclusivamente alle emergenze ipertensive con danno d'organo acuto 3, 2
- Non normalizzare acutamente la PA: i pazienti con ipertensione cronica hanno alterata autoregolazione e la normotensione acuta può causare ischemia cerebrale, renale o coronarica 4, 1, 2
- Non confondere l'emorragia sottocongiuntivale con la retinopatia ipertensiva maligna: quest'ultima richiede emorragie retiniche bilaterali, essudati cotonosi o papilledema 1
- Circa un terzo dei pazienti con PA elevata si normalizza prima del follow-up, e la riduzione rapida della PA può essere dannosa 3
Gestione Post-Stabilizzazione
Dopo la stabilizzazione, effettuare screening per cause di ipertensione secondaria, poiché il 20-40% dei pazienti con ipertensione maligna ha cause identificabili. 1, 2
- Cause secondarie da considerare: stenosi dell'arteria renale, feocromocitoma, aldosteronismo primario, malattia parenchimale renale 1, 2
- Affrontare la non aderenza ai farmaci, il fattore scatenante più comune delle emergenze ipertensive 1, 2
- Transizione a terapia orale con combinazione di bloccanti del sistema renina-angiotensina, calcio-antagonisti e diuretici 1
- Target PA <130/80 mmHg per la maggior parte dei pazienti 1
- Follow-up frequente (almeno mensile) fino al raggiungimento della PA target e regressione del danno d'organo 1, 2