No – è necessaria una valutazione completa immediata, non solo il Doppler delle arterie uterine
In una paziente di 36 anni a 37 + 4 settimane con placenta anteriore, pregresso raschiamento uterino, endometriosi e lacune placentari ecografiche, rimandare la valutazione a termine dopo un semplice Doppler delle arterie uterine è inappropriato e potenzialmente pericoloso.
Perché il solo Doppler delle arterie uterine è insufficiente
- Il Doppler delle arterie uterine valuta principalmente la perfusione placentare materna e l'invasione trofoblastica, ma non fornisce informazioni dirette sul benessere fetale o sulla funzione placentare fetale 1
- Le lacune placentari sono marcatori ecografici di patologia placentare grave e sono frequentemente associate a placenta accreta, increta o percreta 1
- La combinazione di lacune placentari e pattern anomali al color-Doppler fornisce i criteri ecografici più utili per identificare i disturbi dello spettro della placenta accreta 1
- Il Doppler delle arterie uterine non è raccomandato come strumento di screening isolato per predire la restrizione di crescita fetale o altre complicanze 2
Valutazione completa richiesta entro 48–72 ore
La presenza di lacune placentari in questo contesto ad alto rischio richiede una valutazione multimodale immediata:
Ecografia completa (transaddominale + transvaginale)
- Caratterizzare le lacune placentari e valutare la profondità dell'invasione placentare 1
- La placenta anteriore con pregresso raschiamento aumenta il rischio di placenta accreta di 7 volte dopo un cesareo precedente, fino a 56 volte dopo tre cesarei 1, 3
Studio Doppler completo (non solo arterie uterine)
- Arteria ombelicale: è l'unico test di sorveglianza con evidenza di Livello I che dimostra una riduzione del 29% della mortalità perinatale nelle gravidanze ad alto rischio 1
- Arteria cerebrale media: valuta la vasodilatazione cerebrale compensatoria fetale 2
- Dotto venoso: predice la sopravvivenza neonatale intatta prima delle 33 settimane 2
- Il Doppler bilaterale anomalo delle arterie uterine predice esiti avversi, ma deve essere interpretato insieme ad altri parametri di sorveglianza fetale 1
Profilo biofisico completo (BPP)
- Valuta movimenti fetali, tono, respirazione e liquido amniotico per rilevare ipossia acuta 2, 1
- Se BPP ≤ 4 → procedere al parto senza ritardo 1
Non-stress test (NST)
- Fornisce una valutazione acuta del benessere fetale 2, 1
- Deve essere combinato con la misurazione del liquido amniotico per riflettere l'esposizione ipossica recente 2
Tempistica del parto in questo caso specifico
- A 37 + 4 settimane con fattori di rischio multipli (lacune placentari, età materna avanzata, endometriosi, pregresso raschiamento), il parto a 38 settimane è chiaramente indicato 1
- Prolungare la gravidanza oltre le 38 settimane in presenza di questi fattori di rischio combinati non fornisce alcun beneficio fetale e aumenta il rischio di mortalità perinatale 1
- Un Doppler ombelicale normale valuta l'insufficienza placentare cronica ma non rileva eventi acuti come il distacco di placenta o la compressione del cordone 1
- Nella restrizione di crescita ad esordio tardivo, il 15–20% dei feti mostra vasodilatazione cerebrale compensatoria nonostante un Doppler ombelicale normale, evidenziando il limitato valore predittivo negativo di un Doppler normale quando altri parametri sono anomali 1
Algoritmo decisionale basato sui risultati della valutazione
| Risultato | Azione | Fonte |
|---|---|---|
| BPP ≤ 4 | Parto immediato | [1] |
| Doppler ombelicale con flusso diastolico assente o invertito | Parto immediato a 37 + 4 settimane (già oltre la soglia di 33–34 settimane per flusso assente) | [1] |
| Tutti i parametri di sorveglianza rassicuranti | Pianificare il parto a 38 settimane (non oltre) con monitoraggio intensificato settimanale fino al parto | [1] |
Pianificazione del parto e preparazione chirurgica
- Il taglio cesareo deve essere fortemente considerato perché le lacune placentari aumentano il rischio di placenta invasiva e possono compromettere la sicurezza del parto vaginale 1, 3
- Preparare per l'emorragia post-partum: garantire la disponibilità di emoderivati e un team chirurgico esperto a causa dell'aumentato rischio di sanguinamento legato alle lacune placentari 1, 3
- Le lacune placentari richiedono imaging di follow-up seriale per valutare il cambiamento nell'intervallo e la possibile progressione della profondità di invasione, informando la pianificazione intraoperatoria 1
- Notificare in anticipo il team neonatale delle lacune placentari e dei fattori di rischio materni per garantire la preparazione alla rianimazione neonatale 1
Insidie comuni da evitare
- Non ritardare la valutazione Doppler una volta sospettata la restrizione di crescita fetale, poiché il Doppler dell'arteria ombelicale riduce la morte perinatale del 38% nelle gravidanze ad alto rischio quando incorporato nella gestione 4
- Non fare affidamento sul Doppler dell'arteria cerebrale media o del dotto venoso per la gestione di routine, poiché questi sono strumenti aggiuntivi, non modalità di screening primarie 4
- Il mancato riconoscimento dello spettro della placenta accreta in donne con placenta anteriore e pregresso raschiamento/cesareo può portare a emorragia catastrofica 3