La febbre NON dovrebbe essere abbassata di routine: è una difesa immunitaria benefica
Le evidenze più recenti e autorevoli indicano che la febbre non deve essere trattata routinariamente con antipiretici solo per ridurre la temperatura, poiché la febbre rappresenta una risposta fisiologica protettiva contro le infezioni e il suo abbassamento non migliora la mortalità né gli esiti clinici. 1, 2
Perché la febbre è benefica
La febbre è un meccanismo di difesa evoluto che:
- Potenzia la funzione delle cellule immunitarie e induce stress diretto sui patogeni e sulle cellule infette 3
- Inibisce la replicazione batterica di patogeni come N. meningitidis e S. pneumoniae, con esiti migliori nei pazienti con infezioni del SNC quando la temperatura raggiunge 38-39.4°C 2
- Non peggiora il decorso della malattia né causa complicanze neurologiche a lungo termine 4
- Fornisce un vantaggio di sopravvivenza secondo studi osservazionali nell'uomo 3
Evidenze contro il trattamento routinario della febbre
Studi su pazienti critici
- Una meta-analisi di 13 trial randomizzati controllati ha dimostrato che la terapia antipiretica non migliora la mortalità a 28 giorni nei pazienti critici 2, 5
- Il paracetamolo nei pazienti settici riduce la temperatura solo di 0.3°C ma non influenza mortalità o durata della degenza in terapia intensiva 2
Raccomandazioni delle società scientifiche
- La Society of Critical Care Medicine raccomanda esplicitamente di non utilizzare routinariamente farmaci antipiretici con lo scopo specifico di ridurre la temperatura, poiché questo non ha dimostrato di migliorare la mortalità 1, 2, 5
- Gli antipiretici dovrebbero essere offerti solo se il paziente desidera sollievo sintomatico, non per normalizzare la temperatura 1, 2
Evidenze pediatriche specifiche
Bambini con febbre senza fonte
- Negli studi pediatrici, la risposta agli antipiretici non correla con la probabilità di infezione batterica grave 6
- L'obiettivo primario nel trattamento del bambino febbrile dovrebbe essere migliorare il comfort generale del bambino piuttosto che normalizzare la temperatura corporea 4
- Non ci sono evidenze che la febbre stessa peggiori il decorso della malattia o causi complicanze neurologiche a lungo termine 4
Attenzione critica
Un errore comune esplicitamente sconsigliato è "trattare il termometro invece del paziente" 2, 5. Il focus deve essere sull'identificazione e trattamento della causa sottostante, non sul numero della temperatura 1, 2.
Quando considerare il controllo della temperatura
Esistono contesti clinici specifici dove la gestione della temperatura differisce:
Meningite batterica
- Senza ipertensione endocranica: la normotermia è suggerita per migliorare sopravvivenza ed esito neurologico 2
- Con ipertensione endocranica: gestione mirata della temperatura a 34-36°C è suggerita, poiché l'ipotermia influenza favorevolmente la pressione intracranica 2
Shock settico
- La normotermia è suggerita, non la soppressione aggressiva della febbre sotto i 36°C 2
Pazienti neutropenici
- La febbre richiede antibiotici empirici immediati indipendentemente dal controllo della temperatura 1, 5
- La gestione della temperatura non sostituisce la terapia antimicrobica 2
Algoritmo pratico di gestione
Per pazienti stabili immunocompetenti:
- Non somministrare routinariamente antipiretici solo per ridurre la temperatura 2
- Offrire antipiretici se il paziente richiede sollievo sintomatico 1, 2
- Concentrarsi sull'identificazione e trattamento della causa sottostante 1, 2
Per pazienti pediatrici:
- Enfatizzare il benessere generale del bambino, l'importanza del monitoraggio dell'attività, l'osservazione di segni di malattia grave, e l'incoraggiamento di un'adeguata assunzione di liquidi 4
- Non esiste differenza sostanziale nella sicurezza ed efficacia tra paracetamolo e ibuprofene nella cura di un bambino generalmente sano con febbre 4
Caveat importanti
- Ritardare l'identificazione e il trattamento dell'infezione sottostante mentre ci si concentra sul controllo della temperatura è un errore critico 2, 5
- Assumere che la soppressione della febbre migliori gli esiti infettivi quando in realtà non influenza la mortalità è un errore fondamentale 2
- Utilizzare metodi inaffidabili di misurazione della temperatura (timpanica, temporale) per decisioni cliniche è sconsigliato 1, 2
- Per pazienti con sintomi COVID-19, il paracetamolo è preferito agli FANS fino a quando non saranno disponibili più evidenze, ma gli antipiretici non dovrebbero essere usati solo per ridurre la temperatura corporea 5