Familiarità per preeclampsia e ovodonazione come fattori di rischio alto
Sì, sia la familiarità di primo grado per preeclampsia che l'ovodonazione sono fattori sufficienti per classificare la gravidanza come ad alto rischio secondo le linee guida internazionali attuali, e richiedono sorveglianza intensificata con profilassi con aspirina a basso dosaggio.
Familiarità per preeclampsia come fattore di rischio maggiore
La storia familiare di preeclampsia rappresenta un fattore di rischio ben documentato:
- La familiarità di primo grado (madre o sorella) per preeclampsia conferisce un rischio relativo di 2.90 (95% CI 1.70-4.93) 1
- Le linee guida NICE classificano la storia familiare di preeclampsia come fattore di rischio "moderato" che, in presenza di almeno un altro fattore moderato, richiede profilassi con aspirina 2
- Le linee guida ESC 2024 considerano la storia familiare di malattia cardiovascolare aterosclerotica ad esordio precoce (inclusa preeclampsia materna) come modificatore di rischio cardiovascolare non tradizionale che può up-classificare il rischio 2
Ovodonazione come fattore di rischio elevato
L'ovodonazione è riconosciuta come condizione ad alto rischio, sebbene non sempre esplicitamente elencata in tutte le linee guida:
- Le gravidanze da ovodonazione comportano un rischio aumentato di preeclampsia paragonabile ad altre condizioni ad alto rischio 2
- La concezione mediante tecniche di riproduzione assistita, inclusa l'ovodonazione, è associata a rischio aumentato di complicanze ipertensive 3
- L'ovodonazione condivide meccanismi fisiopatologici con altri fattori di rischio immunologici, simili al concetto di "nuova paternità" che aumenta il rischio 2
Classificazione come gravidanza ad alto rischio
Secondo le principali linee guida internazionali:
- Le linee guida NICE raccomandano aspirina 75 mg/die dalla 12ª settimana fino al parto per donne con più di un fattore di rischio moderato (età ≥40 anni, BMI ≥35 kg/m², storia familiare di preeclampsia, gravidanza multipla) 2
- Le linee guida ISSHP, ESC e altre organizzazioni internazionali classificano la storia familiare di preeclampsia tra i fattori che richiedono valutazione del rischio e potenziale profilassi 2
- La presenza di un solo fattore di rischio "alto" o di almeno due fattori "moderati" è sufficiente per iniziare la profilassi con aspirina 2
Protocollo di gestione raccomandato
Per questa paziente con entrambi i fattori di rischio:
- Iniziare aspirina a basso dosaggio (75-150 mg/die) prima delle 16 settimane di gestazione, idealmente entro le 12 settimane 2, 3
- Continuare l'aspirina fino a 36-37 settimane di gestazione o almeno fino alle 35 settimane 2
- Monitoraggio intensificato dopo le 20 settimane con valutazione della pressione arteriosa, proteinuria, sintomi neurologici (cefalea, disturbi visivi), dolore epigastrico e crescita fetale ad ogni visita 4
- Esami di laboratorio obbligatori in caso di ipertensione senza proteinuria al dipstick: emocromo completo, transaminasi epatiche, creatinina sierica, analisi urine con quantificazione proteica, acido urico 4
Considerazioni cliniche importanti
Attenzione ai tranelli comuni:
- La preeclampsia non può essere diagnosticata prima delle 20 settimane per definizione; l'ipertensione prima di questo periodo indica ipertensione cronica preesistente 4
- La proteinuria non è più obbligatoria per la diagnosi di preeclampsia; qualsiasi disfunzione d'organo materno in presenza di ipertensione gestazionale è sufficiente 4
- Il 25% delle donne con ipertensione cronica sviluppa preeclampsia sovrapposta, che richiede identificazione precoce di nuova disfunzione d'organo 4
- La preeclampsia può svilupparsi anche in assenza di fattori di rischio identificati, quindi tutte le donne devono essere educate sui sintomi 1
Razionale fisiopatologico
La combinazione di questi due fattori è particolarmente preoccupante perché:
- La predisposizione genetica familiare suggerisce vulnerabilità materna alla disfunzione endoteliale 2, 5
- L'ovodonazione introduce antigeni paterni completamente nuovi senza precedente esposizione, aumentando il rischio immunologico 2
- Entrambi i fattori convergono sulla placentazione anomala e sulla disfunzione endoteliale materna, i meccanismi centrali della preeclampsia 5, 6
La gestione proattiva con aspirina e sorveglianza intensificata può ridurre il rischio di preeclampsia preterm del 62%, con un numero necessario da trattare di 250 per prevenire un caso 3.